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Morte malinconica di un capolavoro di Tim Burton e altre storie 2 gennaio 2009

Posted by ilzappatore in In my opinion, Letture.
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auzMi capita ieri tra le mani uno degli ultimi regali di Natale ancora da scartare. Tolta la carta colorata mi ritrovo, con mia grande sorpresa, a sfogliare uno di quei libri che da sempre avevo intenzione di comprare, ma che al momento di cercarlo tra gli scaffali della Feltrinelli veniva eclissato inevitabilmente da qualche altro testo ben più ghiotto. Il libro in questione, come avrete potuto capire dal titolo del post, è “Morte maliconica del bambino ostrica e altre storie” di quel geniaccio di Tim Burton; libro surreale, malinconico, romantico, struggente…insomma la versione fatta d’inchiostro di “Edward mani di forbice” si direbbe.

Il libro, una raccolta di brevi e semplici (ma non banali) poesie, scivola via nel giro di mezz’ora, e alla fine della lettura si ha la consapevolezza di aver assaporato qualcosa di grande.

Tuttavia ci si rende pure conto all’istante che qualcosa non va: racconti che sembrano essere messi lì un po’ a casaccio (Il Bambino Fontina); parole che stonano con il consueto, tenero, romantico, delle volte un po’ macabro modo di fare arte tipico di Burton (si veda la parola “viagra” all’interno della poesia che dà il titolo alla raccolta); le rime (ah le rime!) che sembrano fatte apposta più per filastrocche sceme  che per poesie inerenti l’emarginazione sociale, la diversità, l’unicità dell’individuo…Insomma, qualcosa di grande, di sublime, traspare attraverso le parole, ma è come ingabbiato, incapace di urlare la propria sinfonia, di stupire pienamente il suo ascoltatore.

Ma chi, o cosa, ha reso schiavo questo piccolo gioiello? 

Beh, chi lo ha fatto ha un nome e cognome: Nico Orengo, poeta e scrittore di notevole fama ma che in questo caso ha completamente stravolto il testo “burtoniano”. Sotto le sue grinfie, infatti, il tenero “Brie Boy” diventa il banale e insipido “Bambino Fontina”; il magnifico “Roy, the toxic boy” diventa lo squallido “Persico, il bambino tossico”; e la struggente storia d’amore tra “Stick Boy” e “Match Girl” una stupida pagina da strappare e buttare via. 

Leggendo varie recensioni su internet ho poi scoperto che il mio giudizio è largamente condiviso dalle schiere di appassionati di Burton o della letteratura in genere che speravano che l’Einaudi riservasse un po’ più di rispetto per questo autore e per la sua magica penna; è per questo che ho deciso di farmi un regalo: tradurre l’opera di Burton senza artifizi poetici, senza barocchismi inutili che ne stravolgano il senso, cercando di lasciarla il più intatta possibile. So bene di non essere nè un grande poeta, nè tantomeno un pluriacclamato linguista, ma sonoanche  sicuro che da una traduzione letterale, la “creatura” ingabbiata  tra gli obbrobri di Orengo ne uscirebbe con le ossa un po’ meno rotte e con un po’ di aria libera in più da far uscire dalla gola nel suo canto solenne all’unicità dell’essere umano.

Per chi poi lo gradisse, il regalo è libero a tutti, e ,man mano che il progetto prenderà forma, sarete aggiornati sulla sua evoluzione grazie ad un’apposita pagina dedicata che costruirò quanto prima.

Ringraziandovi per l’attenzione dedicatami vi saluto alla prossima.

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