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Avviso 10 gennaio 2009

Posted by ilzappatore in Senza Categoria.
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Studio medicina aPavia e quindi in questo periodo di esami non sarò molto presente nell’aggiornare il blog. Comunque, quando sarò ispirato non esiterò ad aggiornare quesro piccolo tacquino elettronico.

Una buona serata a tutti. E mi raccomando stasera divertitevi ché è Sabato!

Acquisti del giorno 5 gennaio 2009

Posted by ilzappatore in Acquisti del giorno, Letture.
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stupore_e_tremoriSTUPORE E TREMORI (Amélie Nothomb) - Romanzo ambientato in Giappone e incentrato sul ruolo dell’ azienda nell’ambito della società nipponica. L’argomento di fondo mi affascina, speriamo solo che non venga affrontato con la stessa superficialità di Dorfles in Conformisti. Non mi aspetto niente da questo libro, solo qualche piacevole oretta di lettura.

copj13asp3IL CASTELLO (Franz Kafka) – Ne ho sentito parlare tanto bene. Speriamo che non deluda.

 

 

acf23fOMAGGIO ALLA CATALOGNA (George Orwell) – Si dice essere il più grande e sottovalutato capolavoro di Orwell, ma per me 1984 è inarrivabile. Ne ho letto le prime pagine, comunque, e si prospetta già un libro che mi farà innamorare del profumo delle sue pagine.

 

copj13asp4IL SENTIERO DEI NIDI DI RAGNO (Italo Calvino) – Punto a leggere l’intera opera di Calvino, autore dei cui testi amo fino alla punteggiatura. Insomma, so già di essere andato a colpo sicuro con questo libro.

 

 

Vi rimando tra qualche settimana alle impressioni finali dei testi. 
Buona vita a tutti!

Conformisti: Il libro più conformista del mondo 4 gennaio 2009

Posted by ilzappatore in Letture, Recensioni, Saggi.
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copj13aspEditore: Castelvecchi

Autore: Gillo Dorfles

Prezzo: 14,50 €

Pagine: 115

Primo libro dell’anno e prima delusione. Delusione soprattutto perché era un’opera che per l’argomento trattato poteva dare molto, moltissimo.  

In quest’era di pecore nere (o presunte tali) e di branchi alla costante ricerca di dettagli da cambiare che li possano rendere ancora più simili ai loro simili, uno scrittore che volesse parlare del conformismo e delle proprie conseguenze sulla pelle degli individui e dell’individualità avrebbe tonnellate di pane da mettere sotto ai denti: l’importante è non conformarsi alle opinioni trite e ritrite che si sentono blaterare tutti i giorni, cercare di essere un po’ originali e non scadere così nella banalità più fastidiosa, se non altro perchè nel libro si tenta di parlare delle nefaste conseguenze di quest’ultima.

Gillo Dorfles non rispetta nessuna di queste tre semplici regole e spreca calmorosamente, così, cento pagine che consiglio assolutamente di perdere. Cento pagine pesanti come il piombo, infarcite troppo spesso di anglicismi fuori luogo o di concetti ripetuti fino allo sfinimento (si veda a tal proposito il disprezzo per il sitema lavorativo in ambito aziendale nipponico o il disgusto nei confronti della gioventù moderna, ammorbata  nell’onnipresente “fenomeno rock”, a cui dedica oltre a continue citazioni all’interno del testo addirittura un intero, ridicolo, capitolo).

Mi dispiace criticare così aspramente l’opera, ma quello del conformismo è un concetto che mi tocca nel profondo, ed è per questo che pretendo il meglio da chi decide di mettersene a parlare  (cosa che hanno fatto egregiamente artisti del calibro di Fabrizio De André, Bob Dylan o Franz Kafka). 

Poche chiacchiere allora: il voto che si merita il libro è un bel

E sono stato buono.


Morte malinconica di un capolavoro di Tim Burton e altre storie 2 gennaio 2009

Posted by ilzappatore in In my opinion, Letture.
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auzMi capita ieri tra le mani uno degli ultimi regali di Natale ancora da scartare. Tolta la carta colorata mi ritrovo, con mia grande sorpresa, a sfogliare uno di quei libri che da sempre avevo intenzione di comprare, ma che al momento di cercarlo tra gli scaffali della Feltrinelli veniva eclissato inevitabilmente da qualche altro testo ben più ghiotto. Il libro in questione, come avrete potuto capire dal titolo del post, è “Morte maliconica del bambino ostrica e altre storie” di quel geniaccio di Tim Burton; libro surreale, malinconico, romantico, struggente…insomma la versione fatta d’inchiostro di “Edward mani di forbice” si direbbe.

Il libro, una raccolta di brevi e semplici (ma non banali) poesie, scivola via nel giro di mezz’ora, e alla fine della lettura si ha la consapevolezza di aver assaporato qualcosa di grande.

Tuttavia ci si rende pure conto all’istante che qualcosa non va: racconti che sembrano essere messi lì un po’ a casaccio (Il Bambino Fontina); parole che stonano con il consueto, tenero, romantico, delle volte un po’ macabro modo di fare arte tipico di Burton (si veda la parola “viagra” all’interno della poesia che dà il titolo alla raccolta); le rime (ah le rime!) che sembrano fatte apposta più per filastrocche sceme  che per poesie inerenti l’emarginazione sociale, la diversità, l’unicità dell’individuo…Insomma, qualcosa di grande, di sublime, traspare attraverso le parole, ma è come ingabbiato, incapace di urlare la propria sinfonia, di stupire pienamente il suo ascoltatore.

Ma chi, o cosa, ha reso schiavo questo piccolo gioiello? 

Beh, chi lo ha fatto ha un nome e cognome: Nico Orengo, poeta e scrittore di notevole fama ma che in questo caso ha completamente stravolto il testo “burtoniano”. Sotto le sue grinfie, infatti, il tenero “Brie Boy” diventa il banale e insipido “Bambino Fontina”; il magnifico “Roy, the toxic boy” diventa lo squallido “Persico, il bambino tossico”; e la struggente storia d’amore tra “Stick Boy” e “Match Girl” una stupida pagina da strappare e buttare via. 

Leggendo varie recensioni su internet ho poi scoperto che il mio giudizio è largamente condiviso dalle schiere di appassionati di Burton o della letteratura in genere che speravano che l’Einaudi riservasse un po’ più di rispetto per questo autore e per la sua magica penna; è per questo che ho deciso di farmi un regalo: tradurre l’opera di Burton senza artifizi poetici, senza barocchismi inutili che ne stravolgano il senso, cercando di lasciarla il più intatta possibile. So bene di non essere nè un grande poeta, nè tantomeno un pluriacclamato linguista, ma sonoanche  sicuro che da una traduzione letterale, la “creatura” ingabbiata  tra gli obbrobri di Orengo ne uscirebbe con le ossa un po’ meno rotte e con un po’ di aria libera in più da far uscire dalla gola nel suo canto solenne all’unicità dell’essere umano.

Per chi poi lo gradisse, il regalo è libero a tutti, e ,man mano che il progetto prenderà forma, sarete aggiornati sulla sua evoluzione grazie ad un’apposita pagina dedicata che costruirò quanto prima.

Ringraziandovi per l’attenzione dedicatami vi saluto alla prossima.

Leggere 1 gennaio 2009

Posted by ilzappatore in In my opinion.
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Leggere non deve servire semplicemente a staccare la spina per un pò, ad allontanarci un secondo dai problemi quotidiani lasciati ad attenderci un po’ più in là: Un libro non è una canna; un libro è tutto il contrario di una canna. Leggere ci abitua a farci riflettere, a non accettare passivamente le idee che ci vengono propinate dal sistema malato che ci circonda; leggere non serve ad evadere, ma a capire meglio il mondo in cui viviamo, ad aprirci gli occhi, a spalancarli, a impugnare la zappa e cominciare a scalfire la statica e molle trama di regole sociali e di atteggiamenti preconfezionati che ci rendono schiavi, e che ci costringono spesso a cercare scappatoie chimiche artificiali, rifugi di polvere nei quali sentirci liberi: Ma leggere non è come la droga, leggere potrebbe finalmente renderci liberi per davvero.

Per tutto questo i libri dovrebbero essere presi seriamente, e di coseguenza, ancora più seriamente andrebbero presi chi li scrive e chi li pubblica.

Lo scopo di “Inchiostro vivo” è proprio questo: trattare i libri con più rispetto; e si parla di tutti i libri: dal best-seller, al libricino sottovalutato della piccola libreria indipendente. Perché dietro ogni macchia d’inchiostro si nascondono valli di lacrime e sudore.

 

Per chi si chiedesse, poi, cosa mi ha spinto a fare tutto ciò consiglio di leggere questo meraviglioso articolo del’ editore e scrittore Aldo Moscatelli.

Buonasera e alla prossima.